Più ecologica più economica: i Chioschi dell'acqua


Da qualche anno in Italia si è sviluppato un interessante fenomeno che ha ottenuto fin dall'inizio un'ottima diffusione sul territorio italiano: i Chioschi dell'Acqua. Sono più di 800 le installazioni che offrono alla cittadinanza l'erogazione di acqua potabile trattata, refrigerata e gasata in forma gratuita o, in alcuni casi, a fronte di un costo irrisorio (5 cent di euro per l'acqua refrigerata e/o gasata) [Fonte: Aqua Italia-Federutility: Manuale operativo sui Chioschi dell'Acqua ed. 2013].

Dalla ricerca 2014 di AQUA ITALIA, commissionata all'Istituto indipendente CRA, emerge che il 57,5% degli intervistati conosce l'esistenza del servizio (nel 2012 era il 53,5%) e, nel dettaglio, il 28,6% di questi vive in un comune che possiede un Chiosco dell'Acqua (nel 2012 era il 16,4%) e il 19,1% vive in una località che non lo possiede ma se fosse proposta l'iniziativa, aderirebbe di certo.

Il trend positivo si registra soprattutto tra chi dichiara di farne uso abitualmente che raggiunge l'8,2% (nel 2012 era il 5,6% e nel 2010 era il 4,6%). L'utilizzo dell'acqua dei chioschi, anche nel 2014, è maggiore tra chi beve sempre o quasi l'acqua del rubinetto a casa (12,6%) e resta costante l'utilizzo tra chi la beve occasionalmente (4,6% contro il 4,1% del 2012 e l'1,4% nel 2010).

L'utilizzo dei Chioschi dell'Acqua permette di contribuire al concetto di "mondo sostenibile", trattandosi di un servizio al cittadino volto a ridurre e limitare le emissioni di gas serra (2002/358/CE) e orientato a modificare gli attuali modelli di consumo in ambito di prevenzione dei rifiuti (2008/98/CE), oltre ad essere una attività finalizzata all'attuazione del principio dello sviluppo sostenibile (D.lgs. 3 aprile 2006 n.152 (TUA)).

A titolo esemplificativo, valutando il prelievo annuo di 300.000 litri da un Chiosco si ottengono:
200.000 bottiglie PET da 1,5 l prodotte in meno;
60.000 kg di PET in meno (30g/bottiglia);
1.380kg di CO2 risparmiati per la produzione di PET;
7.800 kg di CO2 in meno per il trasporto (stimando una media di 350km)